SER CIAPPELLETTO


Rifacimento teatrale in dialetto siciliano della novella di Boccaccio

A cura di Gaetano Avellone III F sc A. S. 2009/10


PERSONAGGI:

  • Cantastorie
  • Spettatore 1
  • Spettatore 2
  • Spettatore 3
  • Messer Musciatto
  • Fratello 1
  • Fratello 2
  • Frate
  • Ser Ciappelletto
 

SCENA I

Cantastorie A storia ca stammo pi cuntare può parere falsitati e ingannusa, ma giurannu in capo a sepulcru du sant’omo chi fu San Ciappelletto i signorie vostre un ponnu ca crirere chi a mia e a storia ca staio pi cuntare. Stu fatto succiriu tanto tempu fa e fu scritto, pu un’essere scurdato, da un cristianu, ca sa spirughiava a scrivere, ma ca in picca canusciunu Giovanni Boccaccio da Firenze...
(il cantastorie è interrotto bruscamente da uno spettatore infastidito dal divagare del cantastorie)

Spettatore 1 A voi finire, ma ti pare ca vinnimu cà pi sentere a tia ca babbii! Basta cu stu firriu ri riscursi persi, nuatre vinnimu pi sentere na storia, allura na voi cuntare o ne namo a ghire.
(Il cantastorie indignato comincia a parlare in italiano, almeno in parte, scandendo le sillabe in modo molto marcato).

Cantastorie Dico io codesti son modi da gentil cristiani, da cristiani per bene e proprio vero che oggigiorno puru i bestie possunu trasere au teatro.
(Sospirando) Dove andremmo a parare, eppure tempi addietro un’era pi nente a cussine...
(Il cantastorie nuovamente interrotto da un altro spettatore)

Spettatore 2 Arrere!!! Arrere!!! Oooh ma si veru scimunito u vo capiri che unni futti nente ri sti cose, a vo cuntari sta storia o no.

Spettatore 3 Bedda matri arrere accuminciau, ma ch’ave na malatia, forte c’accumincia un si acueta chiù.

Cantastorie Dato c’avite tutta sta pascenza, cuntamola sta storia. (Il Cantastorie pensando) Ma un putia pighiari l’abitu como ricia me matri ricu io, nooo io vulia viaggiari fari esperienzi, m’avisseru a siccari a lingua e carere i manu, se mi veni n’avutra bedda idea coma chista ri fari u canturi. (Rivolgendosi ora al pubblico) Amunì... cominciamu... C’era un mercante... messer Musciatto...
(Dicendo queste parole il Cantastorie esce di scena ed entra Messer Musciatto pensieroso)

SCENA II

Messer Musciatto In qualche modo devo riprendere i miei danari, ma come? come? Di cristiani fitusi, anzi di bestie, sunnu peggio ri cani rugnusi quannu hannu un ossu in mezzu i renti. Ma ci deve essere una soluzione...(cammina con atteggiamento di una persona che sta pensando intensamente per farsi venire un’idea)... Ci sono! Di fitusi Borgognoni sono riottosi, di animo malvagio e sleale, bonu! Io ci mannu unu ancora chiù fitusu e chiù infame, Ser Ciappelletto, notaio canusciuto per la sua grande operosità nel fare il falso, uomo senza scrupoli alquanto appagato nel compiere sia omicidio o altra rea cosa, gran santiaturi per diletto di Dio e di Santi, in Chiesa mai andato, costretto suo mal grado a passargli dinanzi per andare alla taverna di cui era gran frequentatore insieme ad altri luoghi disonesti.
(Messer Musciatto esce di scena e rientra passeggiando con Ser Ciappelletto)

Messer Musciatto Caro Ciappelletto intende bene che l’ho convocata qui per un preciso motivo. Mi ritrovo per mia disgrazia ad avere a che fare con diversi borgognoni verso i quali sono creditore di non pochi danari. E conoscendo l’indole di quell’infami capisce bene che...

Ser Ciappelletto Capisco bene che vi siete rivolti a qualcuno che possa risolvere sta faccenda senza alzare troppo pruvulazzo e che porti a compimento l’incarico o cu i bone o cu i cattive.

Messer Musciatto Con ogni mezzo. Vedo ch’avete inteso. Ovviamente ciò verrà adeguatamente retribuito, un quarto degli interessi più le spese mi pare cifra adeguata.

Ser Ciappelletto Sì va bene (con atteggiamento di sufficienza), un c’è niente di più bello che aiutare un amico come voi in particolar modo, se si tratta per così dire, di far avere a Cesare ciò che è di Cesare con qualunque strumento.

Messer Musciatto Molto bene. Ho già stabilito tutto per il viaggio, durante l’incarico presterà soggiorno presso due fratelli fiorentini miei amici.
(Entrambi passeggiando escono di scena. La scena si apre con Ser Ciappelletto e i due fratelli che, andati in una taverna, ridono animatamente davanti a un bicchiere di vino.)

SCENA III

Fratello 1 Ser Ciappelletto, oggi sarà nostro ospite; un maestro come lei nell’arte del commerciare (ridendo fa un gesto con la mano in segno di truffa) merita questo e altro...

Fratello 2 A proposito a quanti galli hai tirato il collo oggi.

Ser Ciappelletto Non intendo.

Fratello 1 Mio fratello vuole dire se oggi rumpio a testa a na poco ri dibbituri ca vulianu fari i sperti.

Ser Ciappelletto Come vi permettete sporchi fiorentini! Come vi permettete a dire a un gentil uomo come me di essere un usuraio che per di più rompe le ossa a quei poveri cristiani bisugnusi.

Fratello 2 La fama che ti precede è forse falsa? Lo san tutti (con tono ironico) come sei caritatevole con i cristiani bisugnusi per poi vederli rirutti in mezzu a strata, peggio ri prima.

Ser Ciappelletto Menzogneru r’un fiorentino, io usuraio! Voi siete artefici di questa pratica disumana e spregevole!
(Dicendo queste parole in segno di disgusto Ser Ciappelletto sputa nei bicchieri di vino dei due fratelli)

Fratello 1 e Fratello 2(in coro mostrando stupore nel dirlo)- Pratica disumana e spregevole?
(I tre si guardano a vicenda e scoppiano a ridere)

Ser Ciappelletto Brindiamo a questa attività disumana e spregevole.
(Dopo avere brindato Ser Ciappelletto colto da un malore si accascia sul tavolo, i due fratelli sorreggendo Ser Ciappelletto escono di scena.)

SCENA IV

(La scena si riapre con Ser Ciappelletto disteso su un letto e i due fratelli, poco lontano, che discutono preoccupati sul da farsi.)

Fratello 1 Guarda questo in che guai ci ha lasciato. Secondo i medici gli rimangono pochi giorni di vita e poI...

Fratello 2 E poi saranno cavoli amari. Sbatterlo fuori non possiamo che dirà la gente se buttiamo un moribondo per strada che prima avevamo accolto come un fratello. Se ci muore qui ancora peggio! Codesto non vorrà confessarsi e qualora si convertisse, per così dire, nessun prete vorrà assolverlo dalle sue scellerate azioni.

Fratello 1 Hai ragione! Così senza degna sepoltura verrà gettato nel fosso. Pensa ai cittadini si leverà un tumulto gridando che siamo sporchi cani che anche la Chiesa rifiuta, tutto questo pur di non darci ciò che nostro e che con tanto sudore abbiamo guadagnato.

Fratello 2 E questo è il male minore, sti fitusi non solo ci ruberanno del nostro danaro ma non contenti ci prenderanno e ci metteranno un bel cappio a collo.
(Ser Ciappelletto essendo nella stanza vicina sente tutto)

Ser Ciappelletto Pezzi d’infami e disgraziati, mi vogliono iccare fora comu un cane rugnuso. Venite, venite che vi devo parlare. Non ho potuto fare a meno che sentire i vostri ragionamenti, ma non volendo io crearvi alcun danno, ho escogitato un piano che dovrebbe funzionare; certo sarà un torto al nome di Dio ma uno in più o uno in meno che volete che sia. Allora chiamate un frate, ma badate bene che sia il più santo e pio che c’è in città, mi raccomando il più santo.
(I due fratelli escono di scena)

SCENA V

(Entrano in scena il frate con i due fratelli che accompagnano il frate vicino al letto dov’è disteso Ser Ciappelletto, successivamente i due fratelli escono dalla stanza ma rimangono dietro la porta. Il frate dopo aver fatto il segno di croce e farfugliato alcune parole in latino.)

Frate Caro figliuolo da quanto tempo non vi riconciliate con il nostro Padre?

Ser Ciappelletto Mia buona abitudine era confessarmi ogni settimana, ma questa infermità me lo ha proibito già da otto giorni. Ma nonostante ciò vorrei fare una confessione generale così che quando sarò dal Padre mio Egli mi accoglierà a braccia aperte.

Frate Bene figliuolo. Avete mai ceduto alla carne con qualcheduna donna lussuriosa.

Ser Ciappelletto Adir il veru frate di questo peccato mai mi macchiai, io son vergine come quando uscii dal corpo di me matri.
(Dall’esterno i due fratelli ridono. I due fratelli si toccano il lobo dell’orecchio con il pollice per affermare che Ser Ciappelletto era omosessuale.)

Fratello 2 Ca certu è ricchiune.

Fratello 1 (con tono molto ironico) Il nostro amico è ammaliato dalle donne, come i cani lo sono dei bastoni.
(I due fratelli ricominciano a ridere)

Frate Avete fatto bene! Il nostro Padre sarà lieto che un suo figlio non abbia ceduto agli istinti della carne, per di più senza essere vincolato da alcun giuramento. Ditemi ancora, caro figliuolo voi avete forse peccato di avarizia verso qualche vostro fratello?

Ser Ciappelletto Non sia mai! Forse avete chiesto ciò perché mi avete trovato in casa di questi usurai, ma io venni da costoro per convertirli e fargli cambiar vita.

Fratello 1 Ma guarda un po’ u bue ca rice curnutu au scecco, pezzo ri menzugneru.

Ser Ciappelletto La fortuna che mi lasciò mio padre, la donai alla Chiesa. Per sostentar la mia vita mi diedi al commercio, e del guadagno ricavatogli metà lo davo ai bisognosi.

Frate Bravo figliuolo la carità è una delle tre virtù teologali, più eccellente addirittura della fede.

Fratello 2 Avutru che virtù teologali!! Ogni danaro (tono ironico) che donava per carità, u vulia n’arrere reci vote tanto.

Fratello 1 Piccoli dettagli, caro fratello, a volontà di aiutare c’era…. poi se aiutava se stesso o gli altri poco conta
(I fratelli si guardano e scoppiano a ridere).

Frate Caro figliuolo hai provato ira verso un tuo fratello?

Ser Ciappelletto Padre me ne vergogno, me ne vergogno. Io provai ira verso alcuni giovani.

Frate Perché? Avevano arrecato voi un qualche torto?

Ser Ciappelletto No, no, almeno no a me, ma al buon Signore sì; sti ragazzi erano spergiuri, menzogneri, amanti delle vanità del mondo, mai andati in Chiesa al contrario frequentatori giornalieri di taverne.

Fratello 1 Ohh! Ma sta facennu na descrizioni r’iddo precisa, un manca nente.

Frate Ma questa è giusta ira figliuolo hai cercato di riportare all’ovile del Padre delle pecorelle smarrite?

Ser Ciappelletto Lei è troppo buono! Io! Io! Non merito questa clemenza.

Frate Coraggio figliuolo. Dimmi piuttosto, mi dici che fosti mercante: hai qualche volta truffato i tuoi clienti?

Ser Ciappelletto La mia anima si è macchiata anche di questo grave peccato. Una volta un cristianu nel pagarmi della roba mi diede tre danari in più, io non avendo contato i danari avuti me accorsi la sera, cercai quel uomo tutto il dì successivo ma era già partito; decisi così di dare i soldi alla Chiesa.

Frate Amico mio non vedo dov’è il problema, tu non hai mancato nè verso Dio nè verso gli uomini.

Ser Ciappelletto Frate lei è troppo comprensivo, io disonorai il tempio di nostro Padre, avendo sputato una volta sul pavimento della Chiesa.

Frate Suvvia! Noi che siamo religiosi vi sputiamo tutto il dì.

Ser Ciappelletto Come padre! Proprio lei compie questi gesti da villani.
(Ser Ciappelletto comincia a piangere.)

Frate Perché piangete adesso?

Ser Ciappelletto (piangendo e singhiozzando) Io peccai padre, peccai. Mi macchiai di un peccato abominevole, che mai confessai e ogni volta che ci penso mi metto a piangere.

Frate Animo figliuolo i tuoi errori rimangono tra me e te.

Ser Ciappelletto No padre è troppo, troppo ripugnante.

Frate Figliolo parlate, liberate la vostra coscienza da questo peccato.

Ser Ciappelletto (comincia a balbettare) Iiii iiio beee bebe, ma maaal maaalee, iii iiiinnnggg... no, no non ce la faccio.
(mette le mani davanti agli occhi e comincia a piangere più fragorosamente.)

Frate Caro figliuolo pregherò per la tua anima tanto tormentata, te lo prometto pregherò per te, ma or dunque dimmi ciò che ti affligge.

(Ser Ciappelletto singhiozza, piange, respira affannosamente)

Frate Respira, respira forza inspira. (Ser Ciappelletto inspira muovendo testa e corpo all’indietro)

Frate Bravo così espirate (Ser Ciappelletto espira). Un’altra volta inspirate ed espirate
(Ser Ciappelletto inspira ed espira)
Ora che vi siete calmato volete dirmi.

Ser Ciappelletto No, troppo abominevole, troppo crudele, troppo, troppo.

Frate Voglio aiutarti, dimmi figliuolo.
(Nelle battute successive Ser Ciappelletto Parlerà con un tono melodrammatico portato all’esasperazione, il Frate parlerà con un tono compassionevole. Entrambi piangono)

Ser Ciappelletto Nooo!

Frate Siii!

Ser Ciappelletto Nooo!

Frate Siii!

Fratello 1 E sta facendo tutto questo, pi nuatre?

Fratello 2 Minchia! Allura veru Santu è!

Ser Ciappelletto Nooo!

Frate Siii!

Ser Ciappelletto Nooo!

Frate Siii!

Ser Ciappelletto (Con tono di sufficienza) Va bene... (piangendo) Io bestemmiai mia madre.

Frate Caro figliuolo ogni giorno gli uomini bestemmiano Dio ed Egli li perdona.

Ser Ciappelletto Che dite padre, ingiuriai contro mia madre, la mia dolce e cara madre che mi portò nel suo grembo per nove mesi, e che poi mi allattò e mi prestò tantissime cure con amore e devozione.

Frate (Imponendo le mani sul capo di Ser Ciappelletto e chiudendo gli occhi il frate bisbiglia delle parole per dargli l’assoluzione.)
Caro figliuolo ho deciso che quando il Padre nostro ti chiamerà, io stesso seppellirò le tue spoglie presso il nostro convento.

Ser Ciappelletto Grazie padre. La prego mi dia l’unzione.
(Imponendo le mani sul capo di Ser Ciappelletto e chiudendo gli occhi il frate bisbiglia delle parole e lo segna in fronte con l’olio, per dargli l’unzione. Ser Ciappelletto spira rimanendo con un sorriso in viso. Il frate chiude gli occhi a Ser Ciappelletto ormai morto. I fratelli entrano nella stanza per prendere il corpo esamine di Ser Ciappelletto e, seguiti dal frate, i quattro escono di scena).

SCENA VI

(Il frate con altri frati del convento entra in scena, sono in Chiesa per celebrare il funerale di Ser Ciappelletto che è disteso in mezzo all’altare)

Frate La vita di questo uomo è da lodare: mai lussurioso, sempre caritatevole, semplice e innocente nell’animo. Benché mercante mai truffatore, e voi avidi di danaro vendereste vostra madre e vostro figlio se qualcuno vi offrisse tanti danari. Pentitevi e convertitevi. Questo vero cristiano provava grande vergogna e dolore per aver una sola volta bestemmiato sua madre. E voi ,vergognatevi, per ogni accidente bestemmiate Dio, Madonna e tutto il regno celeste Beati e Santi.
(I frati escono di scena, Ser Ciappelletto rimane disteso, entra il Cantastorie.)

Cantastorie Finita la funzione tutti gli baciarono mani e piedi, gli strapparono pezzi di vestiti per ricevere dei miracoli. La sua fama si espanse e i cristiani a lui devoti diventarono tantissimi. Così ser Cepparello conosciuto come Ciappelletto divenne Santo.
e ser Ciappelletto venne accolto al paraddiso è cosa a noi sconosciuta, ma ragionando putemmu rire ca un tipu a cussine, pu Signori è meghiu avillo vicinu ca rallu au diavulu.