Concorso Scolastico Europeo indetto dal "Movimento Per la Vita Italiano":

CARA EUROPA, TI SCRIVO

(elaborato vincitore, premiato con viaggio a Strasburgo dal 20 al 23 aprile 2009)

testa di uomo che giace appoggiato(Klimt)

Cara Europa… ti scrivo per informarti di un problema che recentemente mi assilla, dal quale non riesco a distogliermi perché suscita in me una particolare angoscia, sperando che da buona amica (so che lo sei) mi aiuterai a risolverlo…
Prima di dirti cosa voglio che tu faccia per me, ti racconto l’evento da cui è originata la mia riflessione, così ti risulterà più chiaro il modo in cui agire.
Due anni fa, per il mio compleanno, organizzai una festicciola con i miei amici in una pizzeria del mio paesino, ovviamente sotto la supervisione dei miei genitori (compivo solo tredici anni)!
Mentre giocavamo allegramente, mio padre ricevette una terribile telefonata: mio nonno (suo padre) era morto… Lui andò via di corsa e io non capii cosa succedeva finché non arrivai a casa…
Trovai mio padre che piangeva, allora mia madre mi confessò l’accaduto… Inizialmente io la presi drasticamente, perché (da bambina) pensavo “che bel regalo di compleanno che mi avete fatto”… Adesso sono cresciuta e, a distanza di anni, questa cosa è diventata un grande spunto di riflessione per me.
Mio nonno, Salvatore, viveva nella sua casa a Palermo da solo, accudito giornalmente da una badante che lo aiutava a vestirsi e a lavarsi e gli preparava da mangiare. Di tanto in tanto io e mio fratello andavamo a trovarlo e lui, da nonno che si rispetti, ci faceva sempre qualche regalino… Era molto colto e ci teneva che io fossi studiosa come lo era stato lui, ma non ci frequentavamo spesso, perciò gli argomenti di cui parlavamo non spaziavano al di là della scuola. Gli volevo bene e pensavo sempre che, se l’avessi frequentato di più, avrei scoperto molte cose che non so…
Mi hanno sempre affascinata le storie che raccontano gli anziani perché, anche se anacronistiche, ti aiutano sempre a crescere e a confrontarti con un mondo lontano. Questo però è rimasto solo un proposito irrisolto, perché noi uomini siamo così… Ci rendiamo conto di quello che volevamo e POTEVAMO fare solo quando non possiamo più farlo.
Prendendo spunto da questa storia, che rievoco perché tra un mese è il mio compleanno, vorrei però farti capire il dramma che oggi si cela dietro la morte di ogni anziano… Innanzitutto com’è generalmente un anziano?
"L’anziano è lento nei movimenti, perché con l’età ha perso flessibilità e molto spesso è anche affetto da amnesia… È rigido nelle sue opinioni e atteggiamenti, a volte è persino portatore di preconcetti difficilmente difendibili, rappresenta valori sconfitti dall'attualità, testimone noioso e ripetitivo di un mondo agli albori della tecnologia, minato da penose malattie, insufficienze, incapacità, che ci costringono, tutti, a misurarci con i nostri limiti e con la nostra fragile condizione di uomini".
No! Non è una mia definizione questa, l’ho trovata su internet, ma l’ho trascritta perché mi ha dato tanto da pensare… Se gli anziani oggi vivono isolati in un loro piccolo mondo immaginario, rievocando continuamente situazioni ed eventi che, si sa, sono vecchi di un secolo e non riescono ad adeguarsi ad un mondo che continuamente cambia aspetto e si innova, c’è all’origine sicuramente una scarsa attenzione nei loro confronti e un pregiudizio che si ha nel valutare qualcuno non più nel fior fiore della gioventù, per questo inteso come un oggetto vecchio che sta per essere rottamato. Osservazione ormai banale, sentita e risentita, ma non si può negare l’evidenza… Non si può non fare nulla per risolverla…
Mio nonno stesso viveva da SOLO, la sua morte è avvenuta in stato di abbandono, senza nessuno che impreziosisse i suoi ultimi istanti di vita e lo lasciasse con un sorriso in volto, felice di aver vissuto e di essere morto con tutto l’affetto che i suoi cari potessero dargli… Certamente io non capivo che questa era la sua situazione, ma adesso che sono matura, spero di incontrarlo un giorno “in un posto migliore” per dargli le dimostrazioni d’affetto che gli sono mancate da parte mia e, chissà, per conoscerlo veramente.
Vedi, Europa, tu continuamente biasimi le guerre e le stragi, tu istituisci le “giornate della memoria” per rievocare vicende passate da non commettere più, ma devi osservare anche i problemi attuali, che stanno proprio di fronte al tuo naso e che sorvoli come se il compito di risolverli non fosse tuo, ma di qualcuno che tra due secoli istituirà nuove giornate della memoria a sua volta, per biasimare le vicende che accadono oggi, in una catena che non avrà mai fine!
Ti sembra dignitoso che qualcuno ti ricordi con biasimo, pensando a tutte le cose che NON hai fatto (per esempio, non hai ancora debellato la pena di morte, non ti sei preoccupata di garantire una vita migliore ai barboni che vivono di elemosina, non hai fatto nulla per impedire l’aborto, oggi sempre più finanziato e approvato, e soprattutto non ti sei ancora adoperata per allietare la vita degli anziani)?
A questo proposito, ascolta la mia richiesta, che è poi l’unico motivo per cui ti ho scritto la lettera: se puoi, evita di ridurre sempre più al lumicino le già insufficienti risorse destinate all'assistenza e alla sanità, incrementale, ma, ti prego, non utilizzarle per costruire sempre delle case di riposo, degli ospizi, che non sono altro che lager ben mascherati… Così facendo, inciti i figli insensibili a scaraventarvi i propri vecchi e contribuisci al peggioramento della vita dell’anziano…
Usa invece le tue risorse per garantire l’istituzione di circoli ricreativi, cioè circoli ben gestiti da un responsabile che si occupi di stabilire giornalmente delle attività ricreative in sede, come partite a carte, a tombola, bricolage, cucito e anche attività extra-urbane, come gite in pullman, che allietino il già di per sé triste invecchiamento non solo di coloro che sono già anziani, ma anche di noi stessi, che un giorno passeremo attraverso questa difficoltosa tappa.
Non essere ipocrita, dicendo continuamente che i giovani d’oggi sono il FUTURO, se poi nemmeno li ascolti, i giovani, ed egoisticamente impedisci che vivano un giorno un futuro migliore del presente, che per tanti motivi non è in una situazione ottimale… Spero che tu non volessi citazioni, esempi, aforismi celeberrimi (sentiti e risentiti anche questi) che non ho messo di proposito, per non distrarti e immergerti nella bellezza di frasi toccanti, ben fatte, che ti fanno pensare “che belle parole che sta usando!” ma effettivamente non ti incitano ad agire come ti avevo richiesto. Piuttosto osserva le immagini, rifletti e fai in modo di cambiare la situazione che rappresentano…
Ricordati che tra un mese è il mio compleanno e vorrei che tu mi facessi questo grande regalo…

PS: Pensa davvero a quello che ti ho scritto e non gettare subito questa lettera nel tritacarte…

Jole



Jole Davì, I A Liceo Classico