PROGETTO LEGALITÀ A.S. 2013/14

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Il Liceo Scientifico “ Santi Savarino” di Partinico è ubicato in una zona ad alta densità mafiosa, al centro di un territorio che va da Balestrate, a Cinisi, Terrasini, Borgetto, Montelepre, S. Giuseppe Jato.
Da questi paesi proviene buona parte dell’utenza del nostro Liceo, che rappresenta un polo di riferimento culturale per le numerose iniziative che esso promuove. Su questo territorio si è estesa l’influenza di grandi boss di Cosa Nostra, ma si sono sviluppate anche forme di antimafia legate a figure come Danilo Dolci e Peppino Impastato.
Pertanto l’educazione alla legalità e allo sviluppo di una coscienza civile contro la criminalità mafiosa rappresenta un punto indispensabile dell’attività educativa.

La scuola si propone come centro di promozione culturale e sociale nel territorio per consentire agli studenti di scoprire le caratteristiche di un’identità che orienti il processo educativo nel segno dell’autoformazione, della conoscenza, della tolleranza e dell’interazione tra le diverse culture.
La scuola si propone come centro propulsore per diffondere la cultura della legalità, per promuovere negli studenti una forte presa di coscienza nei confronti del problema della legalità, in relazione ai problemi economici e sociali spesso soffocati da pesanti condizionamenti mafiosi .

Il Piano dell’Offerta Formativa del nostro Istituto, punta all’individuazione accurata e registrata scientificamente di moduli e modelli educativi indirizzati all’acquisizione di una coscienza civile che, oltre a tener conto dei valori della legalità, recuperi il senso costruttivo del rapporto con gli organi istituzionali, stimoli il senso della partecipazione politica, intesa come contributo al miglioramento del proprio ambiente di vita, e ponga al centro delle relazioni interpersonali il rispetto reciproco e la difesa delle norme del vivere civile.
Il nostro istituto si distingue da anni per le varie iniziative centrate sull’educazione alla legalità: collabora con associazioni come Libera, Addio Pizzo, Centro studi Pio La Torre, Associazione Peppino Impastato ecc.
Il nostro Liceo ha partecipato ad incontri e gemellaggi con altre scuole nazionali centrati su tematiche a favore della Legalità e contro le mafie: “La Resistenza: un valore perenne” con Liceo Scientifico di Pavullo (MO) ; “Lo Stato siamo Noi” con il Liceo Scientifico “ G. Galilei” di Foligno; “L’Arte come strumento di educazione alla Legalità” con il Liceo Scientifico di Voghera. (Progetto PON “L’arte come strumento di educazione alla Legalità”).
Tali attività hanno favorito il superamento di pregiudizi e di luoghi comuni e l’ arricchimento culturale ed umano dei partecipanti.

L’istituto è stato visitato nel 2007 da una troupe di giornalisti che ha intervistato i nostri studenti sulla presenza del fenomeno mafioso nel loro territorio e il loro atteggiamento nei suoi confronti . La trasmissione” No Mafie” è andata in onda su MTV. Alcuni giornalisti spagnoli sono venuti a visitare il laboratorio “Democrazia e Legalità” nel 2013 ed hanno mandato in onda il loro servizio su un canale nazionale spagnolo. Conferenze e dibattiti hanno avuto come relatori magistrati, giornalisti, scrittori, rappresentanti di associazioni, parenti di vittime della mafia, testimoni di giustizia. Rappresentanze di studenti hanno partecipato alla Giornata della memoria delle vittime delle mafie organizzata da Libera il 21 marzo 2007 a Polistena , il 21 marzo 2009 a Napoli e il 16 marzo 2013 a Firenze. .Una delegazione della scuola ha ogni anno partecipato alle manifestazioni di commemorazione della strage di Capaci organizzate dalla Fondazione Falcone e nel 2013 alcuni nostri studenti hanno partecipato al concorso “Geografia e Legalità” promosso dalla Fondazione Falcone e vinto un viaggio-premio sulla Nave della Legalità. Grazie all’iniziativa “La classe adotta una vittima di mafia” 18 classi hanno adottato una vittima di mafia e i loro lavori ( cartelloni , presentazioni in Power – Point su cd-rom, mostre fotografiche, video ecc) possono essere visionati nel sito della scuola (Progetto Legalità) e nel corridoio dedicato alle vittime delle mafia presso il 1° piano della sede centrale di Via Peppino Impastato (Contrada Turrisi.)

Obiettivi formativi

  1. Suscitare attitudini e comportamenti di cittadinanza attiva e legale;
  2. Stimolare l’assunzione di responsabilità in relazione alla mafia e al comportamento mafioso diffuso nel territorio curando il valore della memoria e dell’insegnamento lasciatoci in eredità dalle vittime della mafia;
  3. Riconoscere le influenze socio-ambientali rispetto al proprio obiettivo di crescita;
  4. Focalizzare l’importanza del ruolo della scuola nell’educazione alla legalità in quanto centro propulsore di crescita culturale e civica nella difesa dei diritti umani e dei principi della nostra Costituzione;
  5. Ricercare la legalità non come fine ma come mezzo per costruire la giustizia, intesa anche come giustizia sociale, lotta alle discriminazioni, coscienza dei diritti e doveri
  6. Individuazione dei due volti dell’illegalità: uno noto ed evidente esplicitato a gran voce (macro illegalità) e l’altro nascosto e celato, e certamente più pericoloso, che agisce indisturbato nella quotidianità ( micro illegalità);
  7. Riscoprire le cause storiche e culturali dell’emarginazione e discriminazione della condizione femminile soffermandosi sul problema sempre più urgente del “femminicidio” e sul ruolo e la condizione delle donne all’interno dell’organizzazione mafiosa e delle associazioni e dei movimenti “antimafia”

Attività ed iniziative “Progetto Educazione alla Legalità” 2013/2014


Tematiche

  • La scuola: Insegnare l’alternativa - “I mafiosi temono più la scuola che le manette”
    L’importanza del ruolo della scuola nell’educazione alla legalità in quanto centro propulsore di crescita culturale e civica e paladina nella difesa dei diritti umani e dei principi della nostra Costituzione.

  • Legalità ed antimafia : due parole , molti significati, centinaia di vittime, migliaia di ingiustizie e di speranze
    L’assunzione di responsabilità in relazione alla mafia e al comportamento mafioso diffuso nel territorio curando il valore della memoria e dell’insegnamento lasciatoci in eredità dalle vittime della mafia :“Un popolo senza memoria è un popolo senza storia”. La legalità non come fine ma come mezzo per costruire la giustizia, intesa anche come giustizia sociale, lotta alle discriminazioni, coscienza dei diritti e doveri. I due volti dell’illegalità: uno noto ed evidente esplicitato a gran voce (macro illegalità) e l’altro nascosto e celato, e certamente più pericoloso, che agisce indisturbato nella quotidianità ( micro illegalità).

  • “Femminicidio” : emarginazione, discriminazione, violenza, trasmissione di modelli culturali, e condizione delle donne all’interno della società . Ruolo e condizione delle donne all’interno dell’organizzazione mafiosa e delle associazioni e dei movimenti “antimafia”. Le cause storiche e culturali dell’emarginazione e discriminazione della condizione femminile con particolare attenzione al problema sempre più di attualità del “femminicidio” e sul ruolo e della condizione delle donne all’interno dell’organizzazione mafiosa e delle associazioni e dei movimenti “antimafia”

Attività

  • Ciclo di video-conferenze promosso dal Centro Studi Pio La Torre
    “Le donne dell’antimafia” (nel mese di marzo)
    “ L’antimafia nella storia della Chiesa, da Ernesto Ruffini al beato Pino Puglisi” (nel mese di febbraio)
    “I progetti di riforma costituzionale per superare la crisi della repubblica” (nel mese di novembre)

  • Incontro con l’autore
    Presentazione del libro “Ho fame di giustizia” (la rivolta delle donne a Palermo contro la mafia) con la partecipazione di Rita Borsellino e del procuratore Franca Imbergamo. Presentazione del libro di M. Corvaia “Pino se lo aspettava” . Incontro con il magistrato P. Morosini e presentazione del suo libro “Attentato alla giustizia“

  • Visione di film
    “Terraferma” di Crialese + dibattito
    “Il corpo delle donne” di Lorella Zanardo + dibattito
    “Alla luce del sole” + dibattito

  • Visite guidate
    Ciascuna visita sarà preparata dai docenti delle classi coinvolte e gli studenti parteciperanno ad un incontro propedeutico e ad un incontro di riflessione con visione di video ecc. e avranno modo di incontrare durante le visite rappresentanti di associazioni, delle istituzioni, familiari di vittime.

    “Palermo: Arte e Legalità” : visita ai monumenti e ai luoghi simbolo dell’antimafia

    Cinisi: incontro con la Cooperativa “Liberamente su un bene confiscato e visita a Casa memoria Peppino Impastato e Ex Casa Badalamenti.

  • Laboratorio : “Donna: Storia di una legalità negata
  • Partecipazione alla “Giornata della Memoria delle vittime di tutte le mafie” organizzata dall’Associazione Libera a Latina il 21marzo 2014
  • Partecipazione alla Giornata in memoria del giudice Falcone organizzata dalla Fondazione Falcone il 23 maggio 2014
  • Conferenza “DONNA: Storia di una legalità negata” (nel mese di marzo –aprile) con la partecipazione di giornalisti, rappresentanti di associazioni ed istituzioni , scrittori ecc.
  • Conferenza “Il ruolo della scuola: Insegnare l’alternativa - “I mafiosi temono più la scuola che le manette” (nel mese di maggio ) con la partecipazione di giornalisti, rappresentanti di associazioni ed istituzioni , scrittori ecc.
  • Produzione di materiale multimediale e di una mostra fotografica sui lavori e sulle attività del Progetto
  • Pubblicazione dei lavori degli studenti in un volume
  • Associazioni con cui collaborare:
    Libera, Addio Pizzo, Centro Studi Pio La Torre, Associazione Peppino Impastato, Lega Ambiente, Associazione Rita Atria, Associazione Bayty Baytik.
  • Magistrati da invitare :
    Morosini, Di Matteo, Del Bene
  • Giornalisti da contattare:
    E. Bellavia, G. Proto, Concita De Gregorio, Amedeo La Mattina, S. Palazzolo
  • Parenti di vittime e testimoni di giustizia da contattare:
    Pina Maisano Grassi, Nando dalla Chiesa, Margherita Asta, Michela Buscemi

Materiale da consultare


Commissione Legalità Anno scolastico 2013/14
Provenzano Dina (referente), Brigati Caterina, Chimenti Giuseppe, Ciravolo Gabriella, Liuzzo Tiziana, Marabeti Katia, Provenzano Silvana